GLI ITALIANI TRA I PEGGIORI

Gli adolescenti italiani si muovono sempre meno:

mediamente, l’81% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni non svolge la quantità di attività motoria raccomandata, per la salute, dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ovvero circa un ora di attività da moderata  a intensa. A dirlo è lo studio pubblicato dalla rivista The Lancet Child & Adolescent Health e condotto su 1,6 milioni di ragazzi, dal quale emerge che i giovani italiani sono tra i peggiori in termini di sedentarietà. I dati parlano chiaro: secondo l’OMS, 9 adolescenti italiani su 10 non si muovono abbastanza, classificando l’Italia al 23° posto nella graduatoria dei 25 paesi ricchi presi in esame.

Come nel resto del mondo, anche nel nostro Paesi gli inattivi sono in prevalenza giovani donne: tra i 2001 e il 2016 il tasso di sedentarietà dei maschi è diminuito, passando dall’ 80% al 78%, mentre quello delle femmine è rimasto invariato, acuendo il divario tra i due generi.

Una delle maggiori cause della sedentarietà giovanile sarebbe la rivoluzione digitale: i ragazzi dormono meno, passano sempre più ore seduti  e impiegando il tempo libero  giocando con dispositivi digitali anziché facendo sport e l’insufficiente attività fisica ha effetti negativi considerevoli sui teenanger, causando sovrappeso e, non meno importante, problemi legati ad autostima e socializzazione. Inoltre penalizza le capacità cognitive e il rendimento scolastico.

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità, se non si attuano strategie efficaci per spronare i giovanissimi ad assumere e mantenere uno stile di vita più attivo, non si riuscirà a raggiungere l’obbiettivo fissato nel 2018 dall’ Assemblea Mondiale della Salute: ridurre dall’ 81% al 70% il tasso di sedentarietà degli adolescenti entro il 2030.

 

Fonte, Il Nuovo Club

Editrice CMP di Bologna